Letture cattoliche quotidiane

venerdì della 31.ª settimana del Tempo Ordinario

venerdì, 5 novembre 2027 · Tempo Ordinario - Settimana 31

Le letture incontrano il luogo ordinario in cui la fede si esercita. Rimani con ciò che Gesù dice o fa qui, e lascia che chieda una risposta onesta.

Letture di oggi

Prima lettura

Romans 15:14-21

I myself am also persuaded about you, my brothers, that you yourselves are full of goodness, filled with all knowledge, able also to admonish others. But I write the more boldly to you in part as reminding you, because of the grace that was given to me by God, that I should be a servant of Christ Jesus to the Gentiles, serving as a priest of the Good News of God, that the offering up of the Gentiles might be made acceptable, sanctified by the Holy Spirit. I have therefore my boasting in Christ Jesus in things pertaining to God. For I will not dare to speak of any things except those which Christ worked through me for the obedience of the Gentiles, by word and deed, in the power of signs and wonders, in the power of God's Spirit; so that from Jerusalem and around as far as to Illyricum, I have fully preached the Good News of Christ; yes, making it my aim to preach the Good News, not where Christ was already named, that I might not build on another's foundation. But, as it is written, "They will see, to whom no news of him came. They who haven't heard will understand."

Salmo responsoriale

Psalm 98:1, 2-3ab, 3cd-4

Salmo CANTATE al Signore un nuovo cantico; Perciocchè egli ha fatte maraviglie; La sua destra e il braccio della sua santità gli hanno acquistata salute. Il Signore ha fatta conoscer la sua salute; Egli ha manifestata la sua giustizia nel cospetto delle genti. Egli si è ricordato della sua benignità, e della sua verità, Verso la casa d'Israele; Tutte le estremità della terra hanno veduta la salute del nostro Dio. O abitanti di tutta la terra, Giubilate al Signore; Risonate, cantate, e salmeggiate.

Vangelo

Luke 16:1-8

OR egli disse ancora a' suoi discepoli: Vi era un uomo ricco, che avea un fattore; ed esso fu accusato dinanzi a lui, come dissipando i suoi beni. Ed egli lo chiamò, e gli disse: Che cosa è questo che io odo di te? rendi ragione del tuo governo, perciocchè tu non puoi più essere mio fattore. E il fattore disse fra sè medesimo: Che farò? poichè il mio signore mi toglie il governo; io non posso zappare, e di mendicar mi vergogno. Io so ciò che io farò, acciocchè, quando io sarò rimosso dal governo, altri mi riceva in casa sua. Chiamati adunque ad uno ad uno i debitori del suo signore, disse al primo: Quanto devi al mio signore? Ed egli disse: Cento bati d'olio. Ed egli gli disse: Prendi la tua scritta, e siedi, e scrivine prestamente cinquanta. Poi disse ad un altro: E tu, quanto devi? Ed egli disse: Cento cori di grano. Ed egli gli disse: Prendi la tua scritta, e scrivine ottanta. E il signore lodò l'ingiusto fattore, perciocchè avea fatto avvedutamente; poichè i figliuoli di questo secolo sono più avveduti, nella lor generazione, che i figliuoli della luce.

Una domanda per il tuo diario

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Testo biblico: Diodati Bibbia 1885, pubblico dominio, quando questa fonte copre il brano; World English Bible Catholic Edition, pubblico dominio, per brani cattolici/deuterocanonici o non coperti. Le citazioni delle letture sono preparate per Come Aside con metadati con licenza MIT.

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